sabato 23 gennaio 2010

TV senza frontiere, ma solo per B.

TV senza frontiere, ma solo per B.
L’Eurodeputato Vattimo: anche la Ue critica il decreto Romani che aiuta Mediaset e limita le libertà del web

Da "Il Fatto quotidiano", 23 gennaio 2010. Intervista di Alessandro Cisilin

Ce lo chiede l’Europa. È il mantra recitato da Palazzo Chigi sul decreto Romani che dovrebbe recepire la nuova direttiva europea sull’audiovisivo. Invece il decreto coglie l’occasione per fare altro, abbassando i tetti pubblicitari per il principale concorrente di Mediaset, allentando gli obblighi di investimento nelle produzioni indipendenti e ponendo la videoinformazione Web sotto controllo governativo. Le obiezioni dell’Agcom e le proteste del mondo del cinema, della tv e di Internet hanno indotto la Camera ad aprire un giro di consultazioni con gli operatori. Pareri non vincolanti, naturalmente, e altrettanto sarà quello votato dal Parlamento ai primi di febbraio.
Il testo in discussione differisce molto dalla direttiva europea “Tv senza frontiere” – protesta da Bruxelles Gianni Vattimo, eurodeputato Idv alla commissione Cultura.
“Non faccio dietrologie sull’aggressione subìta da Berlusconi, ma da quando il Duomo di Milano gli è finito in faccia si è levata una campagna contro Internet accusata della storia dell’“odio”. E ora si passa ai fatti.
I maligni citano anche i contenziosi giudiziari tra Mediaset e YouTube.
La questione di YouTube è complessa e coinvolge una riflessione sui diritti d’autore. Ma qua si parla d’altro. Si vuole condizionare chiunque trasmetta in “live-streaming”, chiunque abbia un blog e voglia diffondere immagini in movimento.
Secondo lei Berlusconi davvero teme la concorrenza del Web?
Non credo, l’interesse commerciale viene perseguito in un altro punto, quello che modifica i tetti della pubblicità. Si abbassano quelli per le tv a pagamento a beneficio delle altre , ossia Mediaset. In breve, si fotte Sky. Su Internet la finalità è invece politica, ossia quello di aumentare ulteriormente il “controllo”. Quindi: se il primo obiettivo è come al solito a favore del Cavaliere, il secondo è a favore del fascismo.
Non ritiene però che anche il Web debba conoscere qualche regola e responsabilità?
No, credo nella massima libertà, specie se si tratta di tv a pagamento e degli altri media che vengono consultati attraverso una scelta attiva dell’utente. E qui sono contrario perfino se si tratta di porno.
Il decreto Romani sta suscitando mobilitazioni di piazza sul taglio alle produzioni audiovisive indipendenti.
Tagliare gli obblighi di investimento sulle produzioni italiane ed europee significa mortificare il principale settore di esportazione negli Usa, ossia l’industria culturale, cruciale per l’Italia.
L’Europarlamento reagirà?
Certo, ci mobiliteremo.
E sarete di nuovo accusati di gettare discredito sull’Italia.
Ogni volta che si parla di mafia, illegalità, conflitti di interesse, concentrazione dei media, è imbarazzante, ma non è un’invenzione nostra che l’Italia sia un’anomalia in Europa.


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