mercoledì 14 dicembre 2011

Tav, fatti dell'8 dicembre: cinque domande al questore

Riporto volentieri un articolo apparso sui siti mavericknews.wordpress.com e TgMaddalena. Cinque domande per il questore di Torino, sui fatti dell'8 dicembre in Val Susa. Leggete, diffondete...

Alla conferenza stampa che annunciava le manifestazioni dell’8 Dicembre avevo invitato i giornalisti a rivolgere le immancabili domande sulla violenza al Questore, l’unico che avrebbe potuto decidere di usarla. Ebbene, l’8 Dicembre in Val Susa si è seriamente rischiato il morto, e non per la prima volta, com’è noto. Fanno specie l’indifferenza e il cinismo dei dirigenti della Questura: ‘Chi partecipa agli scontri deve mettere in conto anche la possibilità di essere coinvolto…E’ così difficile?’ dichiara il capo Digos Petronzi chiamando ‘scontri’ un’aggressione di violenza eccessiva contro una disobbedienza civile dichiaratamente inoffensiva verso la polizia e a viso scoperto. Si sa che loro chiamano scontri sparare su gente che reagisce alla violenza con una pietra (similitudine: ieri un palestinese di 28 anni è morto a Ramallah per un lacrimogeno israeliano in faccia durante un’azione di protesta pacifica contro il Muro che taglia i territori occupati) ma al di là delle consuete bugie, resta il fatto che l’8 Dicembre si è voluto premere l’acceleratore della violenza sui valsusini: lacrimogeni ad altezza d’uomo dai boschi, dal viadotto, persino dall’elicottero, gas in quantità venefiche. La nuvola di CS si vedeva fin dall’autoporto di Susa. La lobby del Tav ha da tempo dato mano libera alla Questura per ricorrere al terrore, per instaurare la paura, l’unico strumento rimasto loro per ‘persuadere’ la gente che il Tav è un’opera utile, innocua e poco costosa. Quando il Ministro Maroni paventava il morto era già chiaro a quale parte si riferiva, ora la nuova Ministra-di-ferro ne rinnova il mandato mentre Passera, un ‘tecnico’ che non vuole fare i conti, conferma la volontà di portare avanti un’opera folle in condizioni economiche disastrose. In questa situazione è sorprendente che migliaia di persone abbiano avuto una volta di più il coraggio di sfidare i divieti e mettere in gioco la propria incolumità per un’azione di disobbedienza civile che, si teme, dovrà pagare prezzi sempre più alti. Gli italiani dovranno rendere omaggio e gratitudine ai valsusini per essere i soli a difendere le tasche e gli interessi comuni contro una lobby di delinquenti che usa pezzi dello Stato per interessi totalmente privati.


Chi fa il ‘lavoro sporco’
Negli anni ’70, a Torino c’era il vicequestore Voria a comandare le forze dell’ordine in piazza. Era particolarmente odiato dalla gente perché ordinava le peggiori violenze su dimostranti e fermati e, da forsennato, si metteva in prima persona a picchiare, insultare e minacciare. Nanni Balestrini nel suo libro Vogliamo Tutto, riportando testimonianze degli scontri durissimi del 3 Luglio con gli operai Fiat, lo ricorda mentre ‘imbracciando il fucile lanciagranate intimava alla gente di ritirarsi dalle finestre’. Era nient’altro che uno psicopatico, socialmente pericoloso. Finì sfigurato dalle unghie delle donne occupanti della Falchera e con la testa rotta da un pesante portacenere per mano di uno dei mariti delle suddette. Ancora qualche prepotenza negli anni dei Circoli giovanili, poi sparì; forse in pensione, oggi probabilmente a giocarsi le sue poche carte con Satanasso. Il Voria degli anni 2000 si chiama Salvatore Sanna. Anch’egli vicequestore con delega l’ordine pubblico, anch’egli tristemente noto alla gente della Val Susa per lo stesso tipo di violenze sui dimostranti. Piccolo, tozzo, una smorfia mussoliniana permanente sul volto, era lui che nel Dicembre 2005 a Venaus comandava i celerini che irrompevano nel presidio e rompevano le teste dei presenti. Tutte le testimonianze lo descrivono in piedi sulla ruspa che sfonda la barricata aizzare i suoi gridando ‘Ammazzateli tutti!’. E’ lui che comanda sul campo le operazioni di sgombero della Maddalena il 27 Giugno di quest’anno e la difesa della stessa il 3 Luglio quando i suoi uomini si distinguono per le torture (il ragazzo ferito su cui i poliziotti si accaniscono a calci, gli urinano addosso, lo espongono al sole senza permettere che l’ambulanza lo porti via) e per le violenze gratuite (un quasi linciaggio da parte di una ventina di agenti scatenati) sui fermati. Tutto nei records filmati. E’ sempre lui che l’8 Dicembre, urlando ordini come un invasato, impugna personalmente un idrante a mano e mantiene il getto per un lungo minuto su un collega reporter del TG Maddalena che stava filmando l’avvicinamento alle reti, dando così il via all’assalto poliziesco. E’ovviamente lui che ordina di sparare i lacrimogeni indiscriminatamente ad altezza d’uomo ed è quindi responsabile del ferimento grave di due dimostranti nonchè della seguente devastazione gratuita delle infrastrutture della baita. Le testimonianze verbali e filmate riferiscono di agenti particolarmente ‘eccitati’ che senza freni insultavano i dimostranti, tiravano pietre e sparavano basso senza neanche più nascondersi, come in occasioni precedenti. Chi ha la responsabilità di tale stato di aggressività degli uomini se non chi li comanda? Chi li esaspera tenendoli permanentemente al freddo, a far niente in un recinto vuoto, per mesi?
Ora, che gente così sia utile ai Questori per ‘fare il lavoro sporco’ è innegabile come è inevitabile che i fatti, anche se documentati, vengano ufficialmente negati e le verità ribaltate col sostegno dei soliti pennivendoli. Ma è sicuro il Questore che in una situazione delicata come la Val Susa un Sanna sia la persona più adatta? Gli psicopatici sono pericolosi per entrambe le parti e portatori di guai per chi ha la responsabilità ultima. Vuole avere sulla coscienza un morto tra la popolazione? Ci pensi bene il Questore. Per lui, tanto per cominciare, e grazie all’operato del suo sottoposto, si stanno considerando denunce per furto e devastazione per quanto compiuto nella baita dagli agenti: hanno distrutto tutto quello che hanno trovato, piatti compresi; hanno urinato (è ormai un rito dei questurini) su tutto; hanno rubato (per la seconda volta) il generatore e la sirena; il tutto su proprietà privata. Abbiamo cinque domande per lui a cui vorremmo rispondesse a proposito dei fatti dell’8. Gliele riproporremo finchè ci avrà dato risposte soddisfacenti:

Chi ha dato l’ordine di sparare i lacrimogeni ad altezza d’uomo?
Chi ha permesso che gli agenti tirassero le pietre ai dimostranti (e all’operatore Rai)?
Chi ha impedito per un’ora che l’ambulanza andasse a raccogliere il ragazzo ferito?
Chi ha dato l’ordine di devastare l’interno e gli esterni della baita e di rubare attrezzature su proprietà privata?
Quale reparto o quali agenti hanno provocato con i proiettili lacrimogeni l’incendio del bosco?

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